domenica 18 febbraio 2018

SFRUTTAMENTO DELLA PROSTITUZIONE E TRATTA, PROGETTI DI INTERVENTO IN UMBRIA E DINTORNI

SABATO 24 FEBBRAIO 2018 - H10:00
CASA DELLE DONNE DI TERNI
Via L. Aminale 20/22 - Terni

SFRUTTAMENTO DELLA PROSTITUZIONE E TRATTA 
PROGETTI DI INTERVENTO IN UMBRIA E DINTORNI

Intervengono:

Loretta Bondì e Oria Gargano
Coop. Sociale Be Free

Germana Cesarano
Coop. sociale Magliana 80

Laura Pelle
Progetto Free Life



L’ultimo rapporto dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), “LA TRATTA DI ESSERI UMANI ATTRAVERSO LA ROTTA DEL MEDITERRANEO CENTRALE”, racconta che nel 2016 sono arrivate in Italia 11.009 donne e 3.040 minori provenienti dalla Nigeria, nel 2015  erano 5.000 donne e 900 minori non accompagnati ovvero neanche la metà di quante ne contiamo oggi. L'80% di queste ragazze potrebbero essere potenziali vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale.

In Italia, le vittime di tratta effettivamente censite e inserite in programmi di protezione nel corso del 2016 sono state complessivamente 1.172, di cui 954 donne e 111 bambini e adolescenti, in gran parte di genere femminile (84%). Le vittime minorenni sono principalmente di nazionalità nigeriana (67%) con crescente presenza di adolescenti e bambine anche di 13 o 14 anni, e di nazionalità rumena (8%). Lo sfruttamento sessuale rappresenta quasi la maggioranza dei casi (50%), con un andamento purtroppo crescente.

Le bambine sulle strade sono sotto gli occhi di tutti ma quasi nessuno si sente coinvolto o pensa di dover intervenire, come se l'infanzia di una bambina nigeriana fosse meno degna di protezione rispetto all'infanzia dei nostri bambini e bambine.

Abbiamo deciso così di organizzare un incontro alla Casa delle Donne per parlare di questo tragico problema e conoscere i modelli di intervento presenti sul nostro territorio e nelle immediate vicinanze. 

martedì 13 febbraio 2018

Si_cura la città, sicure le Donne


Si_cura la città, sicure le Donne

La Casa delle Donne di Terni lancia un progetto di mappatura delle zone sensibili e potenzialmente pericolose della città. Tutte le donne possono contribuire inviando le proprie segnalazioni entro il 16 marzo.



Gli eventi di violenza accaduti domenica 21 gennaio a Terni, sia a Piazzale Bosco che tra le mura domestiche, sono l'ennesimo attentato alla libertà ed alla dignità delle donne, nessuna esclusa.
Vogliamo, tuttavia, dire di no alle norme securitarie che prendono a pretesto le violenze per invocare il controllo del territorio da parte dei maschi contro “gli altri maschi”, che spesso si presumono stranieri. Perché nulla cambierebbe riguardo al controllo sui nostri corpi.
Partiamo invece dalle narrazioni #metoo (racconti riferiti a episodi di molestie, aggressioni verbali e sessuali che stanno facendo incontrare tantissime donne dall'America all'Europa) avviate alla Casa delle Donne di Terni da ottobre 2017 e riprese in più momenti, e constatiamo che: 
ogni donna, ognuna di noi, a prescindere dall'età e dalla provenienza sociale, si trova da sempre a destreggiarsi ed a giustificare a sé stessa l'assunzione di forme comportamentali di evitamento e di autocensura, sia nello spazio pubblico che nel luogo di lavoro, sia di giorno che di notte, condizionando così le proprie scelte dall'abbigliamento alla mobilità. Una complessa e sperimentata rete di strategie volte ad evitare di trovarsi in situazioni e luoghi percepiti potenzialmente pericolosi;
ogni donna, ognuna di noi, organizza le proprie giornate, gli appuntamenti, il lavoro, la cura delle/dei figlie/i o semplicemente il tempo libero adottando una serie di precauzioni, anche inconsapevoli o considerate “normali”. 
Nessuna di noi può pensare semplicemente di andare e spostarsi senza ridefinire le condizioni entro cui muoversi, quasi come se ogni volta dovesse entrare in un campo “minato”. 
Nel quotidiano la semplicità si complica e, solo pensando ai mezzi di trasporto, ci domandiamo se la città è attraversabile o se per noi donne assuma spesso la drammaticità di una traversata, se la strada del ritorno è illuminata o no, se si è trasformata in un sentiero pieno di insidie. 
La sensazione è quella di sentirsi/percepirsi delle estranee nello spazio urbano, esso stesso  intriso di degrado sociale. Lo percorro, cammino, scruto, osservo e mi domando se mi sento al sicuro.

Sappiamo che per noi donne il disagio ed il pericolo possono prendere la forma dell'aggressione verbale, fisica, dello stupro, fino al femminicidio e ci rendiamo conto che il problema va cercato altrove e che bisogna legittimarsi ed autorizzarsi nell'approfondire/focalizzare meglio le domande, essere capaci, insomma, di porre quelle giuste, quali:
Perché gli uomini si comportano aggressivamente nei confronti delle donne?
Perché certi uomini pensano di non dover contenere lo stimolo sessuale?
Perché vedendo una donna che cammina da sola nella notte credono che questo rappresenti di per sé una dichiarazione di disponibilità sessuale?
Perché il maschio si sente autorizzato ad esercitare potere e controllo sulle donne?
Perché molti uomini non si fanno queste domande?

Bisogna decostruire il concetto di sicurezza legato al controllo sociale (security) e “risignificarlo” nei termini di benessere, socialità, welfare, mobilità, comunità e qualità delle relazioni (safety). (cit. Safety or security?, 2009, https://liberetutte.noblogs.org).
Il degrado sociale trova terreno fertile nel degrado urbano e siamo consapevoli che la questione del decoro urbano non è la soluzione che permetterà all'uomo di non esercitare violenza sulle donne. Non intendiamo spostare l'attenzione dal vero problema culturale e sociale, sul quale continuiamo il lavoro iniziato più di sei anni fa.
Tuttavia, noi donne vogliamo/possiamo osservare la città con occhi analitici, tecnici e progettuali ed insieme avviare un percorso per immaginare, ripensare, ridisegnare, riabitare, camminare e pedalare la città! 
Noi proponiamo di lavorare anche al cambiamento della semantica perché le parole non sono neutre, ma danno forma all'idea che ci facciamo del mondo, concetti dietro cui si nascondono sentimenti razzisti e di disprezzo. Per la parola “decoro” noi proponiamo cura,  benessere, trasparenza, convivenza pacifica e ci mobilitiamo per la produzione di nuove idee a sostegno di  uno spazio pubblico che ispiri e concretizzi tutte queste parole-chiave, un bene comune in cui gli arredi, l’illuminazione ed il verde siano già stati pensati e progettati al fine di suscitare in tutte/i noi sentimenti di fiducia e condivisione.

Esigiamo quindi che vengano ripensate le città partendo anche dalla dimensione dei quartieri, essendo l’unità più a stretto contatto con gli abitanti e con la vita delle donne, e che venga avviato un processo di cambiamento atto a ripensare, non solo i nostri spazi urbani ma anche l’approccio alla progettazione, attraverso politiche di sicurezza urbana e politiche di genere, gender mainstreaming, dove le donne siano incluse dalla consultazione al monitoraggio, dalla valutazione politica ai programmi.

Esigiamo che vengano ripensate le città a partire dalle proposte delle donne perché “Si_cura la città, sicure le Donne”.

Abbiamo deciso di iniziare dalla mappatura di zone, strade e parchi della città che noi donne percepiamo sensibili e potenzialmente pericolosi. Insieme elaboreremo azioni di riqualificazione e rigenerazione urbana e sociale; sarà uno strumento di confronto tra le stesse donne della cittadinanza attiva, i servizi a loro disponibili  e le amministrazioni, partendo da esigenze, bisogni e desideri per vivere una città pensata da e per le donne.

Promuoviamo il progetto “Si_cura la città, sicure le Donne” invitando le cittadine a partecipare compilando la scheda di rilevazione che potrà essere scaricata QUI oppure ritirata direttamente alla Casa delle Donne in Via L. Aminale 20/22 dal lunedì al venerdì dalle 15:30 alle 19:30, il termine per inviare/consegnare le schede è il 16 marzo. 
Per informazioni chiamare al  329/5653008 o inviare una email a: ternidonne@gmail.com

I nostri sguardi potranno illuminare la città!



A cura del laboratorio di mappatura
della Casa delle Donne di Terni

lunedì 12 febbraio 2018

Presentazione del libro LIBERE TUTTE

Venerdì 16 febbraio alle ore 18:00 
Casa delle Donne di Terni
Via L. Aminale, 20/22 - Terni

presentazione del libro

LIBERE TUTTE
DALL'ABORTO AL VELO, DONNE NEL NUOVO MILLENNIO
edizioni MinimumFax

Interverranno le autrici
Cecilia D'Elia e Giorgia Serughetti


Dalla Polonia agli Stati Uniti di Trump, la libertà di scelta sull’aborto è sotto attacco. 

In tutto il pianeta la violenza di genere fa le sue vittime, portando le donne di nuovo nelle piazze. 

Su temi vivi e controversi che riguardano i corpi femminili – la prostituzione, la gestazione per altri, l’uso del velo islamico – si diffonde la tentazione di risposte repressive e punitive. 

Il femminismo del Novecento ha prodotto un cambiamento irreversibile, ma nel nuovo millennio le lotte delle donne non sono finite. 

La libertà femminile vive nel mondo, ma si scontra con resistenze e paternalismi di ogni sorta. 

Come riconoscere, difendere e promuovere l’autodeterminazione in un tempo in cui l’avanzata di forze conservatrici e integraliste mira a controllare la sessualità delle donne e la riproduzione, mentre il mercato cerca di trarne profitto? 

C’è ancora bisogno di femminismo. 

Questa parola, che alcuni hanno archiviato troppo presto, ritrova oggi il suo significato di battaglia per la libertà. Per tutte le donne. E per tutti gli uomini che vogliono camminare con loro.

Iniziativa realizzata da Terni Donne e con il finanziamento della Regione Umbria, in approvazione del progetto presentato dal Comune di Terni “I Giovani e l’educazione alle differenze ” a valere sul bando:“Aggregazione, Protagonismo, Creatività”

domenica 11 febbraio 2018

RicreArti

RicreArti
Corso base gratuito di taglio e cucito

dal 21 Febbraio tutti i Mercoledì dalle 9.00 alle 12.00 per 15 incontri


Posti limitati, è possibile iscriversi fino al 16 Febbraio

Il corso si rivolge a principianti e a tutte coloro che vogliano prendere confidenza con la macchina da cucire e realizzare i primi progetti.
Il corso si articolerà in 15 lezioni, con cadenza settimanale, così suddivise:
- 5 incontri per la realizzazione di una mantella
- 5 incontri per la realizzazione del carta modello e confezione di una gonna
- 5 incontri per la realizzazione di una maglietta


Il corso è tenuto da Femi Albi
"Inizio questo lavoro quasi per gioco, anzi in realtà come una sfida con me stessa. Facevo tutt'altro nella vita, ma ho sempre coltivato la mia creatività e manualità.
Per anni sono stata autoditatta, tra mille difficoltà nell'apprendere le giuste tecniche, l'amore e la passione per quello che realizzavo, insieme a tanta determinazione, mi hanno permesso di trasformare il mio sogno nel mio lavoro. Ho cambiato completamente vita, ora ho un mio laboratorio di sartoria creativa e trasformo i miei sogni in capi unici da donna e bambina.
Nel tempo ho approfondito e migliorato, grazie a corsi professionali, le tecniche sartoriali.
Oggi mi tuffo in questa nuova avventura con la voglia di condividere con altre donne questa mia passione e grande amore...la sartoria creativa!"

Attività realizzata con il finanziamento dell'Otto per Mille della Chiesa Valdese
all'interno del progetto Creo e Reinvento.

LiberiAmo il perineo

LiberiAmo il Perineo
Incontri esperienziali per tutte le Donne
a cura di Jessica Li Gobbi
sabato 10, 17 e 24 febbraio
orario 10:30-12:30

Il Perineo è una parte fondamentale del corpo di ogni Donna, che -per la sua potenza- la società moderna ha vestito di tabù, quando meriterebbe invece la nostra totale attenzione in ogni fase della vita.
Sin dai tempi più antichi la Yoni, la vulva sacra, è stata riconosciuta come primo segno e simbolo della Dea, per i numerosi e autentici poteri che risiedono nella natura e nel corpo femminile. Attraverso questi incontri cercheremo di scoprire come prenderci cura, ascoltare e valorizzare l’intimità femminile scardinando i miti e gli stereotipi che ci impediscono di farlo liberamente.
Gli incontri avranno natura teorica e pratica, prevedendo dei momenti di condivisione ed altri di lavoro corporeo per poter ascoltare e valorizzare il Perineo: il “cuore periferico delle Donne”. Insieme lavoreremo su postura, respirazione e percezione, apprenderemo buone abitudini per un perineo sano e rimedi naturali per dedicarci al nostro intimo benessere.
Il percorso è aperto a tutte le donne. Si consiglia abbigliamento comodo (sarebbe preferibile non indossare jeans stretti o collant).
Jessica Li Gobbi: ostetrica Specialista in Educazione e Rieducazione del Pavimento Pelvico nei cicli di vita femminile.

Contributo per tutto il percorso 20 euro
Massimo 10 partecipanti, aperte le iscrizioni. Dato il numero limitato di partecipanti si accetteranno solo quelle che potranno venire a tutti gli incontri. Versamento quota al primo incontro.

“Modificazioni genitali di “casa nostra”: chirurgia estetica intima e mutilazioni intersex”

In concomitanza della giornata internazionale contro le Mutilazioni Genitali Femminili che si celebra il 6 febbraio, alla Casa delle Donne di Terni vogliamo continuare la riflessione iniziata un anno fa sulle MGF. Quest'anno parleremo di modificazioni genitali di “casa nostra”.
“Modificazioni genitali di “casa nostra”: chirurgia estetica intima e mutilazioni intersex”

Seminario interattivo
coordinato dalle antropologhe
Maya Pellicciari e Sabrina Flamini
MAKA. Centro studi antropologici su corpi, generi e modificazioni genitali” (Perugia)

Mercoledì 7 febbraio ore 17:00-19:00
Casa delle Donne di Terni



Temi affrontati nel seminario:
- Le modificazioni del corpo in chiave di genere: non solo “MGF”;
- La chirurgia infantile di assegnazione del genere maschile/femminile e i movimenti contro le “mutilazioni genitali intersex”;
- La chirurgia estetica intima: canoni di bellezza e potere del mercato.
Il seminario è in forma interattiva, le partecipanti e i partecipanti saranno invitate/i a lavorare in gruppo e a collaborare alla elaborazione dei contenuti proposti.
L’Associazione “MAKA. Centro studi antropologici su corpi, generi e modificazioni genitali” è l’erede del “Centro di riferimento umbro per lo studio e la prevenzione delle MGF”, nato nell’ambito delle attività della Fondazione Angelo Celli per una Cultura della Salute (Perugia) intorno alla questione delle cosiddette “mutilazioni genitali femminili”. L’Associazione si occupa di approfondire le conoscenze intorno alle molteplici forme e usi del corpo, dei processi di costruzione delle identità e dei generi, dei rapporti di forza che regolano le relazioni sociali in un mondo profondamente diseguale e pericolosamente attraversato da nuovi e vecchi razzismi.
Aperto a tutte/i - Gratuito
N. nella foto della locandina: scultura dell'ermafrodito dormiente del II sec. A.C.

Viaggio nel paese degli stereotipi



Viaggio nel paese degli stereotipi”


di Graziella Priulla, saggista e sociologa
Presentazione del libro
2 febbraio ore 17:30
presente l'autrice – a cura di Terni Donne

Nel volume – un saggio che si serve anche del linguaggio dell’ironia – l'autrice, che per prima insieme a poche altre colleghe ha promosso gli studi di genere all’interno dell’Università di Catania, affronta la questione degli stereotipi immaginando di scrivere a una venusiana in procinto di arrivare in Italia: per metterla in guardia su ciò che la aspetta e magari chiedere anche all’extraterrestre di aiutarci a mettere un argine ai nostri problemi derivanti da millenni di patriarcato.
Il libro, una sorta di dizionario dei luoghi comuni del sessismo, è il frutto delle centinaia di incontri e seminari che Priulla fa in giro per l’Italia con rappresentati delle istituzioni, docenti e discenti, durante i quali ha raccolto tutte le idee preconcette e i modi di dire che condizionano i pensieri della società – soprattutto gli uomini, ma purtroppo anche molte donne - sulle donne e l’organizzazione stessa della vita.
«Ciascuno di noi – spiega l’Autrice nella quarta di copertina – quando cede ai luoghi comuni, quando ragiona per stereotipi, oppure quando fa finta di niente, porta il suo mattoncino alla costruzione delle discriminazioni. Il caso del sessismo lo dimostra. È la prima e la più importante delle polarità che contrappongono gli esseri umani collocandoli in una gerarchia fasulla, costruita perché la differenza si trasformi in disvalore».


Lettura partecipata a cura di Marta Morelli

Sabato 2 febbraio ore 19:30
In occasione della chiusura della mostra "Gli oggetti delle donne" ci sarà un incontro sul tema: "quale uso si fa oggi del tavolo da cucina? Esso contribuisce ancora alla definizione dell'identità femminile? Se sì in che modo? Scopriamolo insieme attraverso l'interpretazione delle fotografie esposte"
A cura di Marta Morelli: educatrice museale senior

Apericena ore 19:30

Iniziativa realizzata da Terni Donne e con il finanziamento della Regione Umbria, in approvazione del progetto presentato dal Comune di Terni “I Giovani e l’educazione alle differenze ” a valere sul bando:“Aggregazione, Protagonismo, Creatività”