sabato 16 marzo 2013

Il nastro nero: donne tra follia e salute mentale. folle – mente- donna la creatività come risorsa


Sono i titoli di questa serata , apparsi su volantini diversi , i titoli che non sono identici e conducono a concezioni diverse del disagio della società .

Il termine follia deriva dal latino vuoto. Attorno a questo vuoto si sono avute numerose rappresentazioni culturali della follia dove le donne sono i soggetti principali. Nella storia della follia le donne la disabiltà , i diversi , le minoranze sono stati temuti , segregati , perseguitati e privati dai diritti di cittadinanza,

Follia e salute mentale ci riportano alla preistoria della paranoia , a una visione di disturbo mentale di una branca della medicina , la psichiatria organicista . Questa clinica non è considera i disturbi femminili (come l’ansia , la depressione , i disturbi dell’umore e alimentari ) legati a una disfunzione del ciclo riproduttivo della vita femminile. 
I ritmi naturali non sono percepiti e di conseguenza.

_ la mestruazione diventa disturbo , disturbo mestruale
_ la gravidanza fenomeno medicalizzato
_ il parto da evento naturale a fantasia di morte
_ la menopausa come perdita sessuale la donna anziana da donna desiderata a donna indesiderata .

Per questa visione la salute mentale è una normalizzazione e il corpo è una macchina da riparare separato dal discorso sociale e dal sapere dell’inconscio.

Folle – mente – donna , il secondo titolo , si basa su un gioco di parole – folle – mente - donna

Erano anoressiche le mistiche medioevali ? Mentivano le pazienti isteriche , costrette al carnevale del dei giochi ipnotici ? Da queste domande nasce una nuova visione , di un lavoro di cure ,di comunità , di reti sociali e di clinica dell’ascolto.

Freud, come afasiologo e neurologo è stato il primo a comprendere che la sofferenza della paralisi isterica non era causata da lesioni anatomiche, ad aprire un'altra scena.

Freud ha rinunciato alla cura ipnotica a favore della parola ,la parola che cura , ma si è arreso all’enigma della sessualità femminile, “ cosa vuole una donna …Ponendo il femminile nel campo del pensiero della differenza E. Roudinesco ha scritto “ cè sempre del femminile alle origini della psicanalisi” Il femminile è la qualità della alterità .. Femminile e maschile non sono destini anatomici ma posizioni del soggetto dell’inconscio . In Grecia la follia non era una malattia, ma un mezzo per forzare i limiti della personalità . Le Baccanti seguivano il vangelo di Dionisio ma se l’estasi maschile era individuale e accettata , quella delle donne era di gruppo e non era riconosciuta.

Saper entrare e uscire dalla pazzia è un sapere femminile ..è un rischio , il rischio di assumere la responsabilità del proprio desiderio. Il desiderio nasce dal vuoto e genera creatività.. Il mito del giardino di Adone ci conduce alla nascita della creatività . Nella festa degli orti, le donne non seguivano le regole del giardinaggio , ma diffondevano nell’aria i semi dei fiori senza una logica.. Il giardino di Adone era effimero ,non produceva denaro , era deriso dai filosofi . Non raccoglieva primizie ma solo aromi, una raccolta leggera di essenze e nuovi profumi.

La follia è l’ esperienza del limite e della assenza dell’Altro , la creatività è il passaggio dal primato fallico al godimento femminile.La scrittura , l’opera d’arte , la creatività non sono processi indolori .

Il linguaggio e i legami sociali nascono da una perdita . Il dolore è un terribile compagno, , Dionisio ..uccide …uccide la Cosa, l’ oggetto perduto non è l’oggetto ritrovato . ..( il das ding di Freud )

E Dionisio , scrive Euripide, è “ Un dio terribile e dolcissimo .”

Silvana Rosita Leali

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