martedì 26 novembre 2013

INTERVENTO DELL'ASSOCIAZIONE TERNI DONNE AL CONSIGLIO COMUNALE DEL COMUNE DI TERNI - 25 NOVEMBRE 2013




 
Abbiamo iniziato la nostra attività come Rete di Donne nel 2009 quando come associazioni, gruppi informali e singole cittadine ci siamo incontrate nell'ambito del progetto Donna Sempre del Comune di Terni. Il 16 dicembre 2009 abbiamo organizzato e partecipato ad un Consiglio Comunale Aperto in cui è stato votato un atto d’indirizzo per contrastare la violenza sulle donne che prevedeva l'istituzione nella nostra città di uno spazio dedicato alle donne denominato Casa delle donne e di un Centro antiviolenza. Nell'Aprile 2010 abbiamo organizzato un’Open Space, al quale hanno partecipato più di 100 donne, per confrontarci, individuare obiettivi comuni ed iniziare a costruire insieme la Casa delle Donne, luogo fortemente voluto da tutte e concepito da sempre come risposta ad una serie di necessità, bisogni e problematiche delle donne.

Nel 2011 abbiamo tenuto un secondo Open space per determinare le modalità organizzative della nostra rete, individuando settori di attività, organizzando le partecipanti in gruppi capaci di intessere rapporti sul territorio, organizzare e comunicare gli eventi, partecipare alle iniziative sulle tematiche di genere e non solo nel nostro territorio.
Seguono così due anni di fervente attività: apertura di spazi di confronto e di protagonismo femminile, azioni di sensibilizzazione della città su tematiche importanti quali la violenza di genere, la violenza domestica su donne e bambini, il femminicidio, iniziative culturali, partecipazione ed organzzazione di convegni, incontri con altri soggetti della rete anche extra-territoriale e molto altro ancora.
Dopo aver realizzato diverse attività, nel 2012 abbiamo sentito il bisogno di dare una veste più formale e democratica alla rete e così abbiamo deciso di costituirci nell'Associazione di Promozione Sociale “Terni Donne”, associazione che oggi a nemmeno un anno dalla costituzione conta circa 100 socie.
La nostra città merita che la voce delle donne sia una voce autorevole e forte in grado di rappresentare diverse generazioni, sensibilità, opinioni, tematiche, bisogni e desideri ed è quello che ci prefiggiamo di continuare a fare con la costituzione dell'associazione in modo sempre più qualificato e forte.  Dall'inizio la rete ha avuto un obiettivo chiaro che rimane ancora valido: la nostra città merita una Casa delle Donne in cui si possano agire relazioni e attività differenti, in cui si possa dare forma all'alternativa di genere, in cui donne di diverse generazioni e di differente provenienza possano incontrarsi e far nascere esperienze significative, in cui ognuna si riconosca nell'altra e possa contemporaneamente valorizzare la propria individualità, in cui sia libero l’accesso per ogni individio che voglia scegliere una vita libera da stereotipi e luoghi comuni.  In questi anni Terni Donne ha continuato a dar vita a laboratori, attività ludico-culturali quali scambio di oggetti per l'infanzia, scambio di libri, istituzione della biblioteca di genere, servizio di orientamento contro la violenza, esperienze di incontro e scambio di saperi artigianali,etc.., convegni, presentazione di libri, spettacoli teatrali, eventi di piazza mondiali, manifestazioni pubbliche contro il femminicidio e in difesa della 194.  L'obiettivo, come dicevamo dunque, è chiaro, ottenere uno spazio per costruire la Casa delle Donne, l'orizzonte culturale nel quale ci muoviamo è quello della libertà di essere, muoversi, vivere, agire consapevolmente e responsabilmente, quello della libertà di scelta per ognuna.  Quello che ci manca sono i mezzi, ed è anche per questo che oggi siamo qui ancora una volta a distanza di 4 anni a chiedere al sindaco, alla giunta e a voi consiglieri e consigliere comunali, di far fronte agli impegni assunti nel 2009 con l’atto di indirizzo n. 179 del 21/12. La creazione della Casa delle Donne come luogo di servizio per la comunità, centro culturale e sociale che abbia l’obiettivo non solo di contrastare la violenza che spesso subiscono le donne, i femminicidi intesi nel senso più autentico della parola (ovvero la violenza sulle donne in quanto tali compresa la discriminazione e l’esclusione), ma anche di istituire uno spazio in cui le donne possano essere ben visibili, protagoniste e a servizio della comunità e delle altre donne, perchè tutte si sentano libere di vivere la propria vita, e di rivendicare rispetto, dignità, lavoro, condivisione. Una trama composita, colorata, fatta di persone, di volontà, di collaborazioni viene tessuta per offrire alle donne di Terni e alle loro famiglie uno spazio aperto e multifunzionale, sereno e propositivo in cui dar corpo alle capacità di ognuna, creare interazioni e offrire servizi che migliorino la vita.
La casa delle donne sarà un luogo di incontro, di scambio, di crescita, di auto-mutuo aiuto, di divertimento, di collaborazione, di contrasto al fenomeno dell'esclusione sociale e della discriminazione.
Tra le attività individuate dalla rete e dalle socie ci saranno:
  • Corsi di formazione e scambio di saperi e conoscenze
  • Mappatura dei servizi, degli spazi, delle opportunità del territorio
  • Gruppi di auto-mutuo aiuto, una rete di donne attive ed in grado di supportare le altre a titolo volontario
  • Creazione di una Banca del tempo
  • Consulenze mirate e gratuite offerte da professioniste in ambito sanitario, legale, occupazionale, educativo
  • Costante attività di sensibilizzazione dei cittadini e delle istituzioni locali su tematiche quali cultura di genere, contrasto e prevenzione dei fenomeni di violenza, maternità,genitorialità,educazione sessuale consapevole, arte e artigianato, cultura in generale, etc...
  • Attività ricreative e ludiche per stare insieme e socializzare: cene, feste, letture, cineforum,cucina,spettacoli e , ancora, mercatini e scambi di oggetti usati per chi è in difficoltà e per promuovere uno stile di vita sobrio, ma felice.
- spazio laboratoriale/performativo: dagli open spaces è sempre emersa la necessità di creare uno spazio trasformabile in cui poter dar vita a laboratori e performance, scambio delle professionalità e delle competenze, come danza, recitazione, laboratorio sartoriale, linguaggio del corpo, yoga, tai chi, laboratori artigiani, etc...
- spazio aggregativo: configurare uno spazio in cui è possibile ritrovarsi, fare due chiacchiere, prendere un caffè, dare spazio alle idee, brainstorming, etc... Questo spazio avrà delle sedute (divanetti/ sedie/poltrone) qualche tavolinetto, alcune attrezzature per preparare caffè, tè, spuntini, etc
- spazio genitorialità/maternità: ci sarà uno spazio in grado di accogliere i bambini per permettere alle mamme di usufruire della struttura e delle attività senza dover trovare una soluzione alternativa per lasciare i propri figli. In questo spazio si è immaginato un luogo in cui i bambini autonomamente possano giocare, interagire tra loro e crescere.
- laboratorio informatico: ci verranno donati una decina di pc fissi con monitor che vorremmo mettere a disposizione delle donne dando anche la possibilità di imparare ad usare le nuove tecnologie attraverso lo scambio dei saperi. Questo laboratorio sarà anche utile al gruppo comunicazione per poter espletare al meglio le operazioni di comunicazione che tutte reputiamo necessarie ed imprescindibili.
- ufficio/segreteria
- spazio dedicato all'ecologia, a riutilizzo, al riciclaggio, alla raccolta differenziata: in questo spazio si rifletterà insieme su come riutilizzare, si imparerà a differenziare in un'ottica di risparmio e di salvaguardia dell'ambiente.
- spazio vestiario/beni infanzia: dallo scorso novembre abbiamo ideato lo “scambio” di vestiti, giocattoli, beni infanzia e abbiamo tantissimi vestiti per bambini e ragazzi da 0 a 16 anni in ottime condizioni, nuovi ed alcuni ancora con il cartellino, perciò allestiremo uno spazio dedicato a questa raccolta, senza fare uno “scambio” ma mettendo tutto a disposizione di chiunque ne avesse bisogno, volontà condivisa all'unanimità dalla nostra assemblea.
Abbiamo raccolto moltissime lettere d’interesse a sostegno del nostro progetto da parte di moltissimi soggetti non solo del nostro territorio:
La casa internazionale della donna di Roma, la Cooperativa Befree di Roma, il soroptimist international club di Terni, la Fidapa di Terni, Ass. Civiltà Laica, Ass. Demetra, Coop. Monimbò Terni e Perugia, Comitato 8 Marzo di Peruga, Arci ora d’aria, Ass. E se Domani, Arci Ora d'Aria e molte altre ancora.
In molti casi di femminicidio tante donne rinunciano a denunciare i propri compagni di vita proprio perchè dipendono da loro economicamente; l’impossibilità di avere un lavoro “rinchiude” le donne in casa, le isola. L’isolamento le espone alla violenza. Questo argomento è legato a doppio filo con la questione della attuale crisi economica: i tagli nel mondo del lavoro hanno visto come principali vittime le donne, soprattutto in Italia, paese in cui le disparità tra i generi sono più evidenti e marcate.
Questa crisi sta avendo conseguenze non solo sul lavoro retribuito ma anche su quello non retribuito. Da una parte, infatti, nelle situazioni di disoccupazione le famiglie tentano di mantenere il livello di benessere precedente a scapito di un maggiore impegno nel lavoro domestico, dall’altra i tagli alla spesa tendono a far slittare, in modo invisibile, alcune spese dal settore pubblico alla sfera privata. E, come possiamo immaginare, l’aumento del lavoro in famiglia si traduce, normalmente, in più lavoro per le donne.
L'occupazione femminile paga un prezzo pesante. Nonostante il livellamento verso il basso dei differenziali di occupazione e salari, l'integrazione della componente femminile nel mercato del lavoro si è ridotta.La crisi ha rafforzato le differenze nell’accesso ai diritti. Mentre la disoccupazione e l'occupazione atipica si sono ampliate, l’accesso da parte delle donne ai diritti fondamentali, come ad esempio le prestazioni di maternità, si è ridotta.
Questa situazione di crisi oggettiva, insieme alla recrudescenza di una cultura sessista e maschilista nel nostro paese che mal si concilia con il desiderio di libertà e di riappropiazione della propria vita che molte donne manifestano fa sì che sempre più le donne siano esposte a situazioni di pericolo alle quali lo Stato, nonostante l’approvazione di leggi spot (vedi la legge sul femminicidio), non riesce a trovare soluzioni idonee, non si fa carico dell’incolumità delle donne e per questo può essere ritenuto colpevole di femminicidio tanto quanto gli uomini maltrattanti.
Quello che serve per contrastare la violenza è promuovere la visibilità delle donne, il loro pensiero, la loro libertà, cambiare prospettiva culturale e politica, incentrare l’azione delle istituzioni sulla realizzazione della felicità delle comunità. Smettere di pensare che le donne debbano essere rappresentate in organismi separati, smettere di cooptare e di servirsi delle donne per riempire buchi o lavarsi la coscienza, finanziare i servizi antiviolenza gestiti dalle associazioni di donne, liberarsi di preconcetti ideologici e varare leggi di vera cittadinanza di genere, senza far pagare alle donne e far passare sui loro corpi equilibrismi politici salva-maggioranza.
Questo pensano le donne! E questo oggi ci sentiamo di dire a questo consiglio comunale e a questa giunta che, si può dire abbia aperto la sua attività con un atto importante di riconoscimento di un problema, e che vorremmo la chiudesse, dopo quattro anni, non con altre parole, che non bastano più, ma con atti altrettanto importanti!
Le parole non bastano più, per questo quest’anno in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, abbiamo deciso di aderire alla manifestazione nazionale dello “Sciopero delle donne” e per questo oggi pomeriggio saremo in Piazza della Repubblica a gridare LIBERTA’ e ad agire un SCIOPERO, uno sciopero in segno di protesta e di rivoluzione, perchè siamo convinte che solo una rivoluzione culturale potrà restituire alle donne la loro legittima libertà.
Incroceremo le braccia dunque in segno di protesta: Sciopero!
 Questo percorso alimentato dai desideri di tante donne, un percorso di rete che abbraccia l'esperienza di associazioni e gruppi informali non si è mai arrestato nonostante le evidenti difficoltà dovute alla mancanza di una sede operativa e di un riconoscimento formale da parte delle istituzioni di servizio per le donne della nostra città.

La case delle donne conterrà i seguenti spazi:

- centro documentazione di genere: questo spazio avrà al suo interno varie sezioni: una biblioteca di genere, una biblioteca per lo scambio dei libri, un centro di documentazione dell'artigianato artistico femminile (curato dall'ass. I semi del sapere), etc.. Nel nostro territorio c'è molto materiale dedicato sparso in vari luoghi individueremo delle persone che si incaricheranno di reperire tutto questo materiale e convogliarlo nella nostra casa .


 Il vuoto, la mancanza, l'assenza delle donne nei vari contesti istituzionali (lo vediamo anche qui nel Consiglio Comunale e nella Giunta), nei contesti culturali, economici e pubblici, l'esclusione, la marginalizzazione, l’isolamento delle donne dai luoghi destinati all'assunzione di decisioni e responsabilità sta determinando nel nostro territorio e nella nostra comunità un'involuzione sociale e culturale e le prime a farne le spese sono proprio le donne. L'associazione è uno strumento che ci siamo date per accordare le nostre voci sulla stessa tonalità per poi amplificarla e diffonderla in modo da essere esempio e aiuto per le altre donne e spronarle a prendere la parola ed assumere un ruolo più attivo e da protagoniste nelle loro vite e nelle relazioni con gli altri. 














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